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Venerdi' 27 ottobre e' stato programmato un open day di presentazione gratuita della Scuola tenuta dal Co-Direttore, Prof. Ch ...
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Sono aperte le iscrizioni per il corso quadriennale che partira' a gennaio 2018 . Una prima selezione e' stata fatta nell'open day di giug ...
PRIMO OPEN DAY 23 GIUGNO
Venerdi' 23 giugno dalle 10.30 alle 16.00 e' stato programmato un open day di presentazione gratuita della Scuola tenuta dal Co-D ...
BORSE DI STUDIO
Il CESIPc ha indetto un concorso per cinque borse di studio rivolte ai nuovi iscritti ai corsi di specializzazione. Questo e' il bando. ...
 

Forse nessuno meglio degli allievi iscritti alla Scuola può darti un'idea di come potrebbe essere questa esperienza.


Michela del PD4 (III anno), psicologa

"La cosa positiva del nostro corso è il numero limitato di allievi che permette a ciascuno di avere tempo e spazio per parlare di sé. Fin dai primi mesi si fa esperienza sia come "paziente" sia come "terapeuta". I didatti non sono gli esperti pronti a darti formule vincenti per tutte le situazioni, ma creano da subito un clima di accoglienza e comprensione dove senti che puoi esprimere i tuoi pensieri e perplessità in completa libertà. Riesci a fare tuo (pur con tutti gli sforzi che questo comporta) un modo di vedere le cose che ti dà una marcia in più nel rapporto con gli altri. Sul piano pratico a differenza di altre scuole impegna un solo weekend al mese e se non vivi a Padova è un notevole risparmio di energie e costi (treno, albergo)."


Katia del PD3 (IV anno), psichiatra

"Durante la scuola di psichiatria avevo due timori: la paura di diventare cinica e indifferente (soprattutto quando osservavo medici che stimavo ormai in pieno burn-out) e il timore di non diventare abbastanza competente nel mio lavoro. Quello che il CESIPc di Padova mi lascerà è una sorta di cambiamento interiore a livello di pensiero che mi porta a considerare le cose in termini diversi e che conduce a mantenere sempre fervido l'interesse e la curiosità per chi è l'Altro che mi sta di fronte. Ho inoltre modificato il concetto di guarigione nei termini di ciò che è obiettivo e logico, tipico della formazione medica. Va da sé che la competenza che mi sento oggi è collegata a questi cambiamenti ed è una solida pista di lancio per i futuri percorsi di conoscenza. Detto tra noi: penso che un bel gruppo come il nostro sia difficile da trovare."


Alessandra del PD3 (IV anno), psicologa

"Quattro anni fa, quando ero alle prese con la 'fatidica scelta' e 'navigavo' di scuola in scuola, sono stata affascinata dall'approccio costruttivista, che all'università non avevo avuto modo di conoscere.

I presupposti epistemologici li avevo trovati risonanti con il mio modo di vedere la vita. L'unico dubbio che avevo era rispetto all'indirizzo specifico da intraprendere all'interno del costruttivismo psicologico.

Seppur avessi l'impressione che il costruttivismo ermeneutico fosse poco conosciuto nei servizi (almeno per la mia esperienza), avevo la netta percezione che questo specifico approccio proponesse uno sguardo originale e innovativo alla persona.

Alla fine ho scommesso sulle mie sensazioni, che mi dicevano che stavo facendo la scelta giusta. Com'è andata? Sicuramente ne è valsa la pena!

L'approccio costruttivista ermeneutico, e in particolare la teoria dei costrutti personali di Kelly, non risultano immediati, ma poi diventano esperienza.

Esperienza personale, perché diventano 'lenti' con cui leggere se stessi in relazione con il 'mondo' e, quindi, scoperta di nuovi punti di vista con cui 'guardarsi e guardare'.

Esperienza professionale, perché diventano un modo di vivere la relazione terapeutica e di lavorare con il cliente, caratterizzata dalla scoperta, dal continuo mettersi in gioco -non solo per il cliente, ma anche per il terapeuta- dalla possibilità di creare nuovi scenari di senso possibili.

Sicuramente la possibilità di aver sperimentato in prima persona l'incisività e l'efficacia del costruttivismo è stata possibile anche per la costante guida e disponibilità delle didatte, che hanno seguito passo passo la formazione personale e professionale di noi allievi.

Insomma, sarebbe una scelta che sicuramente rifarei!


Stefano del PD3 (IV anno), psichiatra

"La psichiatria ha senza dubbio bisogno di un umanesimo che sta rischiando di perdere: il costruttivismo ermeneutico, occupandosi della persona e dei suoi significati senza volersi sostituire alla psicopatologia o alla neurobiologia, mi ha permesso di vivere senza contrasti la mia professione nella sua duplice essenza di scienza naturale e scienza umana."


Elena del PD3 (IV anno), psicologa

"Credo che la cosa più importante che questa Scuola mi ha insegnato è che comprendere non significa semplicemente dire 'sì, ho capito', ma significa mettersi nei panni dell'Altro, immaginare il mondo con i suoi occhi, sospendere il giudizio.. non è per niente facile, è una capacità che richiede impegno, esercizio per essere affinata. Questo percorso di formazione mi ha indirizzato su questa strada, mi ha insegnato come 'si può fare'.. il resto tocca a me!

Se posso aggiungere un P.S.: grazie Cri, Ale e Ilaria! (le didatte e la co-didatta del mio corso)"


Giorgia del PD4 (III anno), psicologa

"Sono solo al termine del secondo anno ma posso affermare con sempre più convinzione ed entusiasmo di aver fatto una scelta che continua ad essere la migliore che potessi fare per me stessa e per la terapeuta che voglio diventare e che sto diventando.

Le didatte e l'esperienza di gruppo, perchè la mia classe è un gruppo di persone che incontro dopo incontro mettono in gioco se stesse in relazione agli altri, mi hanno permesso di "guardare" in un modo nuovo, diverso e ricco di umanità, comprensione ed accoglienza.

Conoscere l'altro non è cosa così ovvia, non è solo vestire i suoi panni, ma imparare a guardare il mondo con i suoi occhi, a sentire i profumi con il suo naso, a far esperienza con il suo tatto e ad assaporare la vita con le sue emozioni.

Non è semplice e soprattutto non è scontato!

Quest'alternativa è un'opportunità che ti permette di conoscere infiniti mondi nuovi (le persone) e che ti dona di conseguenza la possibilità di conoscere te stessa, un ulteriore mondo pronto a far esperienza nel momento in cui si relaziona ad altri mondi altrettanto unici.

Questo per me è il CESIPc: esperienza personale, di vita, che all'interno di un contesto del genere non rischia mai la strutturazione.

Alle volte la vita è fatta di 'strade troppo strette e diritte per chi vuol cambiar rotta oppure sdraiarsi un po' (L.Ligabue)..."


Maria Grazia del PD4 (III anno), psicologa

“Ogni volta che penso alla scelta della scuola di specializzazione, vivo un momento di emozione nonché di commozione.

Penso all’efficienza degli strumenti impiegati, alla loro efficacia, utili rinforzi per riuscire in una professione così difficile, che i didatti ci propongono con esemplare abilità.

Credo sia giusto per me parlare di commozione, perché la mia non è stata una scelta semplice.

Per seguire le lezioni affronto puntualmente un viaggio a cadenza mensile, partendo dalla Calabria per raggiungere il Veneto, attraversando l’Italia di volta in volta, andata e ritorno…

All'esame di ammissione mi è stato suggerito di considerare la gravosità relativa al viaggio e alla durata del corso oltre all’entusiasmo per la scelta. Ed io ci ho pensato… ma qualcosa mi diceva che avrei sbagliato a rinunciare, ho deciso di perseguire il mio obiettivo con determinazione, come se intuissi che ci fosse qualcosa di speciale! Adesso che sono all'inizio del terzo anno, posso dire con orgoglio e commozione, e forse emozionando un po' anche Voi, che non avrei potuto compiere una scelta migliore.