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News È la scuola che fa per te?
CONVEGNO TRA SCUOLE
Venerdi' 10 novembre dalle 9.30 alle 17.30 nella multisala MPX di via Bonporti, 22 a Padova il CESIPc, assieme al CPTF Centro Padovano d ...
PROSSIMO OPEN DAY 27 OTTOBRE
Venerdi' 27 ottobre e' stato programmato un open day di presentazione gratuita della Scuola tenuta dal Co-Direttore, Prof. Ch ...
ISCRIZIONI APERTE PER IL 2018
Sono aperte le iscrizioni per il corso quadriennale che partira' a gennaio 2018 . Una prima selezione e' stata fatta nell'open day di giug ...
PRIMO OPEN DAY 23 GIUGNO
Venerdi' 23 giugno dalle 10.30 alle 16.00 e' stato programmato un open day di presentazione gratuita della Scuola tenuta dal Co-D ...
BORSE DI STUDIO
Il CESIPc ha indetto un concorso per cinque borse di studio rivolte ai nuovi iscritti ai corsi di specializzazione. Questo e' il bando. ...
 

Il costruttivismo è un modo di pensare e di conoscere, è uno sguardo sul mondo, aperto e ospitale verso le differenti visioni.

Partiamo dal presupposto che non ci sia un’unica realtà, separata da chi ne fa esperienza, ma molteplici costruzioni e narrative, legittime nella loro diversità e suscettibili di continue revisioni.

Ci piace pensare alle persone, clienti e terapeuti, come soggetti impegnati a sperimentarsi, ad aprire nuove strade, proiettati nel futuro come forme in movimento, con pari dignità epistemica.

Guardiamo ai nostri pazienti come vorremmo essere considerati noi stessi attraverso una teoria autoriflessiva che si accosta ai processi dei clienti negli stessi termini con cui spiega i processi dei terapeuti: come elaborazioni di significato di soggettività, esperte di se stesse, che danno senso al mondo cercando di giocare ruoli significativi nelle relazioni.

Ci sentiamo a disagio nelle psicologie che rendono le persone oggetti passivi e inconsapevoli di studio, indagati e manipolati da terapeuti che hanno un protocollo a priori correttivo per ogni categorizzazione diagnostica.

Non ci appartiene, ma troviamo comprensibile il bisogno di sentirsi rassicurati da modelli terapeutici basati sul controllo pedagogico e sulle certezze.

Se credi che si possa “convincere” o controllare qualcuno nelle sue scelte e nei suoi cambiamenti, se credi alle tipizzazioni o alle tipologie e ritieni che questo potrebbe farti sentire un professionista forte e sicuro, non c’è niente di male, semplicemente questa potrebbe non essere la scuola che fa per te.

Perché crediamo nell’irriducibile unicità di ogni relazione, perché tendiamo a elogiare il dubbio più che la certezza, perché preferiamo domande creative piuttosto che risposte definitive.

I nostri stessi strumenti di assessment, l’autocaratterizzazione e le griglie di repertorio per citare i più noti, nascono in questo clima collaborativo: non servono a dare informazioni al terapeuta, senza che il cliente capisca cosa c’è dietro la consegna, ma diventano strumenti di elaborazione proprio per e con il cliente.

Gli studi sull’efficacia delle varie psicoterapie da sempre mettono in luce come l’unico vero fattore di cambiamento sia la qualità della relazione terapeutica.

In questa scuola tutta la formazione dei quattro anni è fondata sull’analisi delle relazioni e sul ruolo di due soggettività, quella del cliente e quella del terapeuta.

La didattica è costruttivista: i docenti non si limitano a trasmettere informazioni in lezioni frontali, ma favoriscono esperienze per permettere agli allievi di co-costruire la loro formazione e di inventare un loro personale stile di apprendimento e di costruzione del loro ruolo professionale.